| Correvano gli anni ... 1930 ... 1975 |
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| Lunedì 31 Maggio 2010 00:00 |
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Gli Anniversari del Gruppo Alpini di Albate (ppg) Non tutti sanno che ad Albate, in tempi diversi, sono stati fondati due Gruppi Alpini :
- il primo nel Giugno 1930, ad opera dei Reduci dell’Ortigara e della Guerra Bianca in Adamello, dissoltosi per cause comprensibili durante gli anni 40 - il secondo nel Settembre 1975 rifondato dai loro figli, Reduci dal Secondo Conflitto Mondiale, e dai loro nipoti che ne hanno ereditato lo spirito e l’appartenenza culturale E’ un po’ come dire che tre generazioni si sono date appuntamento, non certamente per caso, sotto il Simbolo, il Valore e la Tradizione della Penna Nera in tempi diversi per cultura, abitudini e problematiche sociali. Gli Alpini, sia in Guerra che in Pace, sono sempre stati accomunati dal voler “stare insieme” a tutti i costi ; uno “stare insieme” costruttivo, che trova il suo modo di svilupparsi nella pratica continua ed inalterata dei valori tramandati da chi “c’era prima” e adesso non c’è più perché è “Andato Avanti” nel Paradiso di Cantore. Uno “stare insieme” basato sulla fatica quotidiana che non fa alcuna differenza tra “comandanti” e “comandati” perché la Montagna – e cioè il mondo degli Alpini - unisce attraverso la fatica e la soddisfazione della conquista. E’ peraltro difficile semplificare questi concetti : per un Alpino sono un modo di essere ; chi Alpino non è stato fa fatica a comprendere. Ma la cosa più curiosa è che per la maggioranza di noi che viviamo nel secondo dopoguerra, sono bastati quindici mesi di naia Alpina per “accostarsi” in modo definitivo, cioè per tutta la vita, a questa bellissima realtà. L’ Alpinità è talmente contagiosa che si esprime attraverso una moltitudine di realtà sparse ovunque, in Italia e nel Mondo. Ad esempio il Gruppo Alpini di Albate è solo uno tra 122 Gruppi della Sezione ANA di Como ; si può dire che non esiste paese senza il suo Gruppo e tutte le attività che lo caratterizzano. L’attuale Gruppo Alpini di Albate, rinato nel 1975 per volontà di una strettissima cerchia di amici, è diventato in pochi anni una delle realtà più vive del quartiere. E’ impossibile elencare tutto ciò che esso ha realizzato in Albate e per Albate in questi 35 anni dalla rifondazione. Proviamo a ricordare qualche opera : la sede sociale nel 1976 più volte ampliata e ristrutturata ; i primi lavori sul territorio nel 1978 ; le raccolte di fondi in occasione di eventi calamitosi ; l’ingresso nella Protezione Civile ANA con incarichi di responsabilità gestionale e di presenza attiva ; il recupero di spazi ; la ristrutturazione del Monumento di Trecallo ; la collaborazione con le Scuole, la Parrocchia e altre Associazioni ; gli Auguri natalizi con l’ Abete illuminato di fianco alla Chiesa ; gli “Zaini Alpini” ovvero un modo personalizzato di aiutare che è nel bisogno ; l’Adozione a Distanza di un bambino brasiliano ; il giornale di Gruppo “I’ Alpinn del Munt Goi” ; la Biblioteca di Gruppo ; le proposte culturali e associative e perché no….anche gastronomiche ; le numerose donazioni in beni e denaro ; la collaborazione con l’ Associazione Combattenti e Reduci di Albate della quale il Gruppo ha avuto l’onore e l’ incarico di conservare la Bandiera ; il Percorso Botanico del Monte Goi ; il recupero e la pulizia di sentieri e di boschi ; ultimo, ma solo in ordine di tempo, il Percorso Salute in Valbasca degno coronamento di una presenza sul territorio che non avrà mai fine. E’ una bella domanda che purtroppo rimarrà senza risposta ; nessun Alpino saprebbe spiegare le motivazioni di questo straordinario modo di “essere”, che si pone al di fuori di qualsiasi altro schema sociale conosciuto. Ci vengono in aiuto lo scrittore Eugenio Corti e l’attuale Presidente della Associazione Nazionale Alpini Corrado Perona.
Di Corti riportiamo la personale “visione” degli Alpini tratta dal suo romanzo capolavoro “Il Cavallo Rosso”. “…Alpini e Artiglieri da Montagna erano anche nell’ aspetto diversi dalle truppe ordinarie. Fisicamente solidi a causa della vita dura della montagna cui erano abituati fin da bambini, ma dei tutto alieni da atteggiamenti arditistici, davano a chi li osservava un’ impressione di forza insieme rude e tranquilla. Sebbene non inclini all’aggressività, essi non erano disposti a cedere alla forza altrui, perché per un uomo, anche per il più modesto, cedere alla forza non era dignitoso. Il loro notorio spirito di corpo - molto evidente – era una naturale prosecuzione di quello paesano e di vallata, per la quale si sentivano alla fine tutti membri di un’unica grande famiglia ; aggiungendosi poi la sperimentata fiducia che ogni Alpino riponeva nei propri compagni (stava qui senza dubbio la loro risorsa maggiore) essi tendevano in ogni circostanza a rimanere uniti ; e se per caso le vicende del combattimento ne disunivano qualcuno, questi appena poteva provvedeva da sé a riunirsi ai suoi. Gente dal semplice cuore, gli Alpini erano inoltre tutto meno che furbi (se almeno in questo gli altri italiani gli somigliassero un po’!). Come di norma il montanaro, ciascuno di loro faceva molto conto dei propri modesti strumenti, pronto perfino a sacrificarsi per non perderli. Non vogliamo idealizzarli, ma ci sembra di poter affermare che nell’attuale civiltà della materia e delle macchine, questa gente che – senza forse rendersene conto – si sosteneva soprattutto sullo spirito, costituiva una grande eccezione. Perfino quando gli capitava di essere sconfitti, essi in cuor loro (a motivo del dovere compiuto) non si sentivano propriamente tali ; d’altra parte sconfiggerli era molto difficile.”
Di Corrado Perona riportiamo uno stralcio del discorso pronunciato a Fossa nell ‘Abruzzo terremotato in occasione della consegna di 33 case donate dagli Alpini : “…Un’ Associazione che dopo novant’ anni dalla Fondazione (1919 – 2009) riscuote tanto credito e rispetto significa che è al passo con i tempi e ha ancora un grande futuro. Ma soprattutto significa che noi Alpini manteniamo intatto lo spirito che ci hanno tramandato i nostri Padri, che il tempo non ha cancellato nulla. Anzi, conserviamo la straordinaria forza operativa per far fronte alle emergenze, una capacità associativa tanto più grande ed efficace quanto più grave è la situazione. Di questo dobbiamo essere orgogliosi….”
E’ in queste affermazioni la risposta ? Non lo sapremo mai. Una cosa però è certa : la risposta degli Alpini non è fatta di parole ma di fatti concreti. Di fatti che, come ha detto Perona, il tempo non ha cancellato e non cancellerà mai perché non nascono da idelogie precostituite ma scaturiscono direttamente dalla “passione del cuore”, quel sentimento che è riposto sotto il Cappello Alpino e al momento del bisogno diventa scintilla e fondamento di comportamenti meravigliosi.
P.S. Nel corso di quest’anno il Gruppo Alpini di Albate ricorderà ufficialmente le due ricorrenze e precisamente : - il 2 Giugno la ricorrenze del 80^ (1930) - il 19 Settembre la ricorrenza del 35^ (1975)
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